
Durante la mareggiata dei giorni scorsi

Come appariva fino a pochi anni fa
I faraglioni di Terrasini si sfaldano sotto i nostri occhi, mentre la società civile, seppur davanti all’inevitabile corso della natura, non si rassegna e chiede a gran voce immediati interventi per porre un rimedio.
Sono il simbolo di Terrasini. Più del Duomo, più di Palazzo d’Aumale, forse più della Gru o dell’ albero di melangolo della Festa di li Schietti. I più fotografati e i più impressi nelle cartoline ricordo e nei ricordi dei turisti e dei terrasinesi che vivono all’estero.
Superbi e imponenti, monumenti naturali più significativi della nostra costa, continuano però a perdere pezzi. Da diversi anni il loro processo di disfacimento sembra aver subito una sorta di accelerazione.
Varie le cause: dall’inevitabile azione erosiva del moto ondoso -e della natura in sé della roccia a scaglie- alle opere aggressive, ma necessarie, dell’uomo.
Intanto, da più parti si alza la richiesta di un intervento per scongiurarne il crollo definitivo.